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Di seguito una rassegna sugli emendamenti presentati in Commissione Bilancio della Camera, non ancora approvati. Di Maio M5S chiede di incrementare il prelievo su slot e VLT di un punto guadagno al fine di assicurare entrate non inferiori a milioni di euro per il Gli emendamenti Abrignani Inoltre i concessionari potranno installare tali apparecchi in concessione novennale corrispondendo un costo di 2.

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Nel documento «prudentemente» non si fanno cifre sulla regolarizzazione dei Ctd e si teme che le norme degli enti locali possano «interferire». Ancora una acrobazia la linea è solo fare baule. Per quanto riguarda la sanatoria, la Relazione ricorda che a quella della passata Stabilità, scaduta il 31 gennaio, aderirono meno di 2. Due le ragioni, spiega il Governo, «il spesa elevato» e «la prospettiva di regolarizzarsi mediante gara, tenuto conto del costruito che tutte le concessioni in argomento di scommesse verranno a scadenza il Le prospettive per la nuova sanatoria non cambiano. E non si tratta solo di tempi, ma addirittura di convenienza.

Bensм l'obiettivo di un incasso di milioni di euro messo in conto dal governo con la sanatoria dei punti scommesse senza concessione appare ormai assente. I negozi con un marchio esterno che operano in Italia senza l'autorizzazione dei Monopoli di Stato, entro la giornata di ieri avevano la possibilità, con il versamento di 10 mila euro una tantum e il corrispettivo delle tasse arretrate, di sanare la loro posizione e mettersi in direttiva. In pochissimi, dei circa 7 mila punti presenti in tutta Italia, lo avrebbero fatto. La sanatoria era stata prevista dal governo Renzi nell'ultima diritto di Stabilità. Nei giorni scorsi molti operatori esteri, da Stanleybet a Betuniq, avevano inviato lettere ai loro affiliati per sconsigliare l'adesione alla sanatoria del governo. Nemmeno lo spauracchio di una denuncia penale per chi raccoglie scommesse senza autorizzazione sarebbe bastata a indurre gli operatori senza concessione a normalizzare le loro posizioni. E a assenza sarebbe servita nemmeno la notizia della storica vittoria alla Corte di Equitа europea dell'Italia, che ha riconosciuto legittime le concessioni rilasciate dai Monopoli, addirittura se di breve durata. Cosa accadrà ora?

La società si oppone alla sentenza del Tar Lazio dello scorso marzo, insieme la quale veniva respinta la domanda di operare come bookmaker senza agevolazione statale. Una palese violazione del avvio di uguaglianza, secondo la società, affinché dunque oltre al consenso per effettuare senza concessione solleva al Consiglio di Stato anche la questione di legittimità costituzionale. Dato che il Governo non prende decisioni, chiederemo ai giudici di esporsi. La società ha depositato in queste ore un ricorso a Edificio Spada contro la sentenza del Tar Lazio dello scorso marzo, con la quale veniva respinta la richiesta di operare come bookmaker senza concessione statale. Il Governo avrebbe potuto risolvere la questione con il codice dei giochi che avrebbe portato alla definizione di tutti i rapporti tra concessionari e Stato, senza lasciare aperto il chiacchierata dello sdoppiamento della rete — prosegue Ughi — Se questo fosse accaduto mi sarei sentito obbligato moralmente nei confronti del Governo a non ammonire in mano il ricorso. Sono necessarie per garantire la concorrenza come indicano anche le norme comunitarie. Il Autoritа dovrebbe garantire proprio questo e se non ci sarà una rete unica noi lotteremo e rivendicheremo che lo Stato, anche con la proroga, sta rinunciando e decretando la fine del sistema concessorio. Una situazione che porterà inevitabilmente alla fine del sistema concessorio. Il bando di gara per ildunque, ci deve essere, spiega ancora Ughi.